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morfologia e immagini dell'iride sotto osservazione

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Dr. V.DiSpazio  
>>la fotostimolazione iridea

una nuovissima metodica che si basa sul presupposto teorico della fotodinamicità dello stroma irideo.

altre ricerche 

redarrow.gif (202 byte)vascolarizzazione delle cripte

redarrow.gif (202 byte)fotodinamicità dell'iride

redarrow.gif (202 byte)l'iride è un recettore ?

redarrow.gif (202 byte)tesi varie discusse all'Università di
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L’IRIDE È UN RECETTORE?   di Vincenzo Di Spazio*

Fino ad oggi abbiamo sostanzialmente considerato l’iride come un modello somatotopico, una cartina geografica rappresentativa dei diversi organi, delle ghiandole endocrine ed esocrine, dell’apparato osteoarticolare, delle strutture nervose centrali e periferiche. A differenza però di altri modelli rappresentativi come il piede e l’orecchio, l’iride consentiva fino ad oggi la limitata possibilità di una sua lettura, ma precludeva il sogno di una precisa interazione con essa. Cosa si intende con interazione? Si intende il diretto intervento su una massa o una superficie corporea, capace di promuovere una risposta, un riflesso codificabile. Noi possiamo intervenire sulla superficie del piede mediante la digitopressione e sull’orecchio mediante l’infissione di aghi, obbligando il corpo ad una reazione (dolore, calore, attivazione di un riflesso nervoso locale o remoto). Ma come possiamo interagire con l’iride, in altre parole colloquiare con essa? L’unica forma di stimolazione conosciuta, in grado di non danneggiare questa sensibilissima struttura, è la luce. Tentativi in questa direzione sono già stati condotti nel recente passato dai ricercatori russi, senza peraltro produrre risultati scientificamente attendibili. Alla fine degli anni 80 è stata avanzata una suggestiva ipotesi da parte dell’iridologo e cronobiologo dr. Dan Waniek, che ha presupposto una funzione non visiva dell’occhio e che ha denominato "Functio ocularis sistemica" (PHOS). In questo nuovo modello vengono esaltate strutture marginalmente considerate come l’iride, i corpi ciliari, la lente e la retina periferica, che svolgerebbero un attivo ruolo omeostatico in collaborazione con precise aree cerebrali. Una dimostrazione attendibile deriva dalle variazioni del tracciato elettroretinografico (ERG) in corrispondenza dell’ora serrata (porzione di retina cosiddetta cieca) in seguito a fotostimolazione attraverso l’iride e non la pupilla. La conclusione porta a ritenere che l’iride risponda in modo sufficientemente chiaro alla stimolazione con la luce, ma che contemporaneamente sia necessaria l’elaborazione di un nuovo modello interattivo. Le mie più recenti indagini hanno evidenziato la possibilità concreta di costruire un pattern cronobiologico applicabile alla complessità iridea. Questo modello prevede la sua suddivisione radiale in 60 fasci di 6° ciascuno, con inizio e fine a ore 12. L’estensione di ogni fascio copre la distanza fra margine pupillare e periferia iridea. Ora abbandoniamo l’idea della possibile valutazione somatotopica per non confondere eccessivamente le nostre nozioni topografiche e ci spostiamo nella dimensione del tempo. Se ad ogni fascio irideo facciamo corrispondere un valore cronologico di 12 mesi di vita, otteniamo un ciclo completo di 60 anni con inizio alle ore 12 e progressione in senso antiorario. Dal punto di vista morfocromatico il fascio, rispecchiando una codificata porzione di stroma irideo, è caratterizzato da un’estrema varietà di rilievi, depressioni e pigmenti. Queste variabili complicano in modo esponenziale il nostro modello cronobiologico. La loro virtuale eliminazione consente di concentrare la nostra attenzione sulla componente muscolare dell’iride. Il muscolo sfintere della pupilla possiede una struttura anulare con spessore fra 1 e 3 decimi di millimetro ed è innervato dal sistema parasimpatico. Si localizza intorno alla circonferenza pupillare ed è visibile sotto forma di anello biancastro nelle iridi ipopigmentate (azzurre). A mio avviso questa sua visibilità lo rende eccezionalmente unico tra tutti i muscoli del corpo. Le sue incredibili caratteristiche si rivelano inoltre per la sua peculiare derivazione embriologica. Insieme al suo antagonista, il dilatatore della pupilla, e agli erettori dei peli (mm. piloerettori) trae origine dal foglietto neuroectodermico e non dal mesoderma, da cui si formano tutti gli altri muscoli. Questo suggerisce una sua affinità speciale per le neurostrutture centrali e periferiche. Inoltre rispetto agli altri muscoli corporei con analoga attività sfinterica (tratto gastrointestinale e genitourinario) si distingue per il meccanismo di contrazione, anziché di dilatazione.
L’antagonismo del muscolo dilatatore della pupilla si esplica al contrario attraverso la sua morfologia tipicamente radiale e la sua dipendenza dal sistema ortosimpatico.Si localizza nello stroma irideo, confinando prossimalmente con lo sfintere peripupillare. L’interazione reciproca e continua di questi due muscoli involontari non determina soltanto l’evidente attività pupillare (miosi, midriasi, hippus), ma traduce in modo visibile le dinamiche relazioni fra para- e ortosimpatico. A questo punto possiamo definire il fascio irideo come un segmento muscolare, composto da 2 subunità, quella breve (il muscolo sfintere) e quella lunga (il muscolo dilatatore della pupilla). Per nostra convenzione indicheremo con "frammento blu" (Blue Fragment) la subunità breve e con "frammento rosso" (Red Fragment) quella lunga. La precisa posizione dei segmenti muscolari sulla superficie iridea secondo la menzionata suddivisione sessagesimale del tempo, riproduce il possibile stato del sistema neurovegetativo alle diverse età. Quale utilità pratica può avere una nuova mappatura, se sono state eliminate da questo modello cronobiologico le variabili morfocromatiche dello stroma irideo? Se ipotizziamo la possibile fotorecettorialità dei diversi segmenti muscolari iridei, si apre un nuovo, inesplorato mondo di ricerca e di applicazioni. Le mie più recenti indagini hanno documentato nei soggetti sottoposti a "fotomiostimolazione iridea" (Iridial Photomiostimulation) 2 differenti tipi di risposta. La fotostimolazione del cosiddetto "frammento rosso" (Red Fragment) tende a produrre tachicardia, lieve dispnea, parestesie ai polpastrelli, sensazioni di calore e incremento dell’ansia. Viceversa la fotoeccitazione del cosiddetto "frammento blu" (Blue Fragment) induce rilassamento muscolare dei trapezi, decremento dell’ansia e sonnolenza. In futuro sarà necessario standardizzare in modo omogeneo l’intensità e la durata della fotostimolazione per ottenere effetti sicuri e ripetibili. Inoltre si apre la suggestiva possibilità di intervenire con questa metodica in base all’età di comparsa di un determinato disturbo. Questo significherebbe non soltanto che il segmento muscolare irideo esplica una funzione complessa come la fotorecettorialità, ma addirittura che il medesimo possiede una sorta di "memoria neurovegetativa", specifica per le diverse età.
* Vincenzo Di Spazio, medico iridologo e naturopata, dal 1994 è professore incaricato di iridologia all’Università di Urbino. Si occupa di cronoiridologia e su questo tema ha pubblicato "Agegate" nel 1997. Vive e lavora a Bolzano.
E-mail: dispaziofilm@hotmail.com
Ph & Fax : +39 0471 975010

FOTODINAMICITA' DELL'IRIDE di Vincenzo Di Spazio*

Indagini effettuate dalla Cattedra di Iridologia dell'Istituto Superiore di Medicina Olistica   ed Ecologia (ISMOE) dell'Università di Urbino , hanno dimostrato in modo inequivocabile la fotodinamicità dell'iride.
Questo significa che la medesima risponde  agli impulsi luminosi secondo un preciso modello  cronobiologico.
La stimolazione  fotonica randomizzata dell'iride non produce invece risultati di alcun rilievo.

 

 
VASCOLARIZZAZIONE DELLE CRIPTE di Vincenzo Di Spazio*

Uno studio condotto sulle caratteristiche iridee di 100 neonati ha evidenziato come lo sviluppo  della vascolarizzazione e delle cripte sia più avanzato nei maschi e più evidente negli occhi blu e grigi rispetto ai controlli.

Bibliografia:
Spierer A, Isenberg SJ, Inkells Sh. Characteristics of the iris in 100 neonates
Pediatr Ophtalmol strabismus 1989 Jan - Feb; 26 (1): 28 - 30

 

 

LA FOTOSTIMOLAZIONE IRIDEA

griglia occhio sinistro

La fotostimolazione iridea (iridial photostimulation) è una nuovissima metodica che si basa sul presupposto teorico della fotodinamicità dello stroma irideo. Per effetto fotodinamico si intende la reazione alla luce immediatamente o dopo la cessazione dello stimolo luminoso, attivandosi o modificando la sua azione. Questa capacità di rispondere alla luce da parte dello stroma irideo è stata scoperta dall'autore (Di Spazio, 1999) e apre incredibili scenari di ricerca in campo iridologico. Innanzitutto l'iride sembra reagire in modo complesso alla stimolazione luminosa soltanto quando quest'ultima venga effettuata su aree ben precise dello stroma sulla base di un modello cronologico e non somatotopico. Il modello somatotopico è quello che viene universalmente riconosciuto in iridologia e consiste nella teorica proiezione di organi e apparati sulla superficie dell'iride (iridial surface). Il modello cronologico corrisponde invece ad una griglia radiale, che suddivide l'iride in 60 differenti spicchi di 6° ciascuno. Ogni spicchio corrisponde ad un arco temporale di 12 mesi di vita (un anno solare), che a sua volta corrisponde alla sequenza alternata di 365 cicli di luce-buio. In questo modo si proietta sull'iride una griglia temporale di 60 anni di vita con inizio e termine alle ore 12 (facendo collimare l'iride con il quadrante dell'orologio). La lettura del tempo avviene in senso antiorario per ambedue gli occhi. In questo modo i classici segni iridei (lacune, pigmentazioni, anelli di contrazione, etc.) indicano momenti critici della vita di una persona, dove la risposta somatopsichica viene intensamente esaltata dall'azione di stressors esterni, che determinano conflitti emozionali in grado di produrre determinate somatizzazioni (sintomi, disturbi e malattie). Il segno irideo deve essere letto secondo questo nuovo modello come unità cronospaziale, contenente cioè una coordinata temporale (l'età, in cui si manifesta un evento traumatico con conseguente conflitto emozionale) e una coordinata spaziale (la porzione corporea, sede di quella specifica somatizzazione). Questa unità cronospaziale corrisponde inoltre ad una traccia mnestica, si ricollega in modo preciso alla memoria (inconscia, neurosensoriale e somatica) di un evento vissuto. L'iride riporta così il ricordo delle nostre esperienze dolorose secondo un linguaggio morfocromatico unico e individuale. La somatotopia (la proiezione di organi e apparati) si evidenzia come la manifestazione finale di un complesso meccanismo psicosomatico, che trae origine da conflitti emozionali irrisolti. Fondamentale in questa lettura è l'attenta anamnesi dei sintomi del paziente e la ricerca di eventi, che possano aver influenzato la condizione clinica del medesimo. E' indispensabile risalire alla possibile causa scatenante (stressors) e individuarne correttamente la posizione sullo stroma irideo. La separazione dei genitori al 15° anno di vita può corrispondere ad una lacuna iridea alle 9,10 a destra nella paziente di 25 anni, che lamenta emicrania destra da circa 5 anni. In questo caso la lacuna rappresenta una unità cronospaziale che contiene due precise coordinate. La prima di tipo cronologico specifica l'età (15°) con la posizione alle ore 9,10 nell'iride destra, la seconda di tipo spaziale contiene il processo di somatizzazione (emicrania) e la sua localizzazione corporea (porzione cefalica destra). L'elemento rivoluzionario viene determinato non soltanto dal fatto che quella lacuna alle ore 9,10 indica il 15° anno di vita, un processo patologico e la sua finale manifestazione, ma che si configura come un sofisticato recettore capace di rispondere alla stimolazione luminosa con l'attivazione di riflessi neurosensoriali remoti. In altre parole la fotostimolazione della lacuna può determinare nel soggetto l'attivazione di un riflesso in sede cefalica, avvertito per esempio come un senso di tensione nella stessa area. La comparsa di questo fenomeno indica che lo stroma irideo ha trasdotto un segnale elettromagnetico (la luce) in un segnale nervoso, così come avviene a livello retinico per il processo di visione. Inoltre il segnale nervoso viene decodificato in corrispondenza del sistema nervoso centrale (ippocampo?) e veicolato attraverso il sistema nervoso periferico ad una precisa sede somatica (riflesso vescicale). L'unità cronospaziale espressa dalla lacuna a ore 9,10 nell'iride destra della paziente si configura da un lato come marker di un evento, dall'altro risponde in modo specifico ad una stimolazione, attivando un meccanismo neurosensoriale altamente sofisticato. Il risultato di queste ricerche presuppone l'adeguamento delle proiezioni di organi e apparati sull'iride come diretta dipendenza dal modello cronologico sopramenzionato. Immodificabile rimane soltanto la suddivisione temporale dell'iride in 60 spicchi, griglia radiale uguale per tutti. La fotostimolazione dell'iride consente per la prima volta in assoluto di interagire con questa complessa struttura, così come accade per l'auricoloterapia, l'agopuntura e la riflessologia plantare. Lo stroma irideo si configura come impalcatura di una centrale nervosa in grado di attivare una risposta neurosensoriale, se opportunamente stimolata con la luce in punti precisi. Non dimentichiamo che per più di 120 anni l'iridologia è stata pesantemente condizionata dal limite delle teorie speculative, essendo negata in modo costante la possibilità di creare una diretta interazione fra osservatore e iride. Da oggi possiamo affermare invece che l'iridologia rientra a pieno titolo nel novero delle metodiche riflessologiche, anche se il suo cammino è ancora lungo. Esponiamo adesso un altro caso di fotostimolazione, che indica in modo chiaro l'attivazione di specifici neuroriflessi. F.G.,45 anni, soffre da circa un decennio di pollinosi alle betulacee. I sintomi classici sono congiuntivite, rinopatia con prurito nelle fosse nasali e ancora broncospasmo episodico. Dall'anamnesi personale emerge un grave lutto al 35° anno di vita, la morte della figlia di 2 aa per meningite. All'osservazione iridologica si denota un piccolo gruppo di 3 lacunette aderente al margine esterno della corona alle ore 5,00 circa dell'occhio sinistro. Le fibre stromali formano un diradamento con partenza dalle lacunette e termine in prossimità del margine ciliare. La stimolazione luminosa eseguita focalmente sulle lacunette produce nella paziente un senso di stanchezza, di generale astenia. Spostando il punto luminoso verso il margine ciliare nella doccia creata dal diradamento delle fibre stromali, viene avvertita dalla paziente una sensazione di prurito nelle fosse nasali, cioè lo stesso sintomo lamentato in periodo primaverile. Un secondo passaggio di luce sulla medesima area produce un nuovo riflesso in sede toracica, descritto come un senso di oppressione nella respirazione. In altre parole la fotostimolazione iridea ha eccitato una memoria neurosensoriale (prurito nelle cavità nasali e dispnea), che si collega in modo diretto a un conflitto emozionale vissuto da F.G. nel periodo compreso fra 34 e 35 anni. Quanto emerso dalle sperimentazioni condotte mediante questa nuovissima tecnica, impone una rilettura critica del bagaglio di conoscenze in ambito iridologico e consente l'apertura verso mondi ancora inesplorati.

 

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