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L'iride protagonista nella diagnosi preventiva e nei sistemi di sicurezza negli aeroporti

l'intera intervista del Dr. Lo Rito al
Corriere della Sera -  inserto "IO" - del del 16 marzo 2002

Colpo d'IRIDE
Come codice di riconoscimento é più affidabile delle impronte digitali. E per molti rivela anche lo stato di salute. Ecco quel che racconta di noi la pigmentazione degli occhi

DI CRISTINA SERRA

Anche le iridi  di due gemelli  monozigoti sono del tutto diverse l'una dall'altra

Voce, labbra, volto, impronte digitali e del palmo della mano, disegni dell’iride.Dopo I’11 settembre, oltre alle misure di sicurezza nei luoghi a rischio attentati,sono aumentati anche gli investimenti in "pattern recognition", le tecniche di riconoscimento dei tratti fisici difficilmente falsificabili. Fra questi é l’iride a suscitare il maggior interesse da parte degli esperti in biometria che, applicando metodi statistici all’analisi dei dati individuali, cercano di stabilire l’identita delle persone. La ragione? Incredibilmente variabile da un individuo all’altro, la pigmentazione dei nostri  occhi si mantiene costante per tutta la vita: non la si può mai cambiare, mentre si può contraffare il passaporto, modificare naso e zigomi e persino provocare abrasioni sui polpastrelli delle dita. Per questo, una recente sentenza del Tribunale di Filadelfia considera scientificamente insufficiente la prova basata solo sulle impronte digitali.

L’iride, proprio in virtù della sua unicità (ha 266 caratteristiche, mentre I’impronta digitalene ha solo 90), é già stata  convertita in un codice personale: in Inghilterra, dal 1998, con questo sistema é possibile effettuare un prelievo automatico di contante dagli sportelli della Nationwide building society. Da allora, gli aeroporti Heathrow, a Londra, e di Schiphol, ad Amsterdam, stanno usando in via sperimentale lo stesso tipo di tecnologia nei loro sistemi di controllo passeggeri. In più, in Olanda, dall’ottobre del 2001, i passeggeri in possesso della Privium card (in genere si tratta di frequent flyer) on usano piu il passaporto, ma superano i cancelli dopo che un sensore ottico ha confrontato l’immagine della loro iride con quella registrata nel pass e archiviata in un database. In Italia, invece, queste tecniche di riconoscimento sono poco diffuse: forse perché mancano archivi consistenti, la polizia preferisce ricorrere alle più tradizionali impronte digitali. «E un peccato che l’esame dell’iride sia poco sfruttato» commenta Paolo Landi, direttore della Etm, azienda specializzata in sistemi di lettura biometrica dell’iride «perché si basa su un organo ricco di informazioni e completamente a prova di contraffazione». Ma come si "fotografa e scheda" l’iride? Un sensore, collocato a circa 40 centimetri di distanza dalla persona esaminata, inizia a fotografare i margini dell'I’occhio per poi poter selezionare un quadratino che rappresenta l’area da decodificare. II disegno di questa regione é convertito in un codice di 512 byte, il cosiddetto Iriscode che, confrontato con quelli archiviati nel database, identifica la persona nel giro di due secondi. «A differenza di tecniche come la scansione della retina» precisa Landi «questo sistema non e invasivo, ...

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A prova di PRIVACY

Il rischio dell’identificazione basata   sulla lettura di iride o impronte  digitali é che informazioni personali cadano in mani sbagliate. Questo ha  indotto il Garante della privacy a chiedere rigorose cautele. In situazioni particolari, per esempio, le  banche possono installare sistemi di rilevazione delle impronte digitali, ma questo non puo dar luogo a schedature. Le informazioni raccolte devono essere cifrate, cancellate dopo una settimana e rese accessibili solo per l’autorità giudiziaria o di polizia. Dal febbraio del 2001 sono entrate in vigore norme che prevedono il "prior checking": per l’uso di tecnologie biometriche, il Garante potrà decidere di introdurre garanzie più severe di quelle previste per i dati comuni.

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