 |
Colpo d'IRIDE
Come codice di
riconoscimento é più affidabile delle impronte digitali. E per
molti rivela anche lo stato di salute. Ecco quel che racconta di noi
la pigmentazione degli occhi
DI CRISTINA SERRA
Anche le iridi di due gemelli
monozigoti sono del tutto diverse l'una dall'altra
Voce, labbra, volto, impronte
digitali e del palmo della
mano,
disegni dell’iride.Dopo I’11 settembre, oltre alle misure di
sicurezza nei luoghi a rischio at tentati,sono
aumentati anche gli investimenti in "pattern recognition",
le tecniche di riconoscimento dei tratti fisici difficilmente falsificabili. Fra questi
é l’iride a suscitare il maggior interesse da
parte degli esperti in biometria che, applicando
metodi statistici all’analisi dei dati individuali, cercano
di stabilire l’identita delle persone. La ragione?
Incredibilmente variabile da un individuo all’altro, la
pigmentazione dei nostri occhi si mantiene costante per
tutta la vita: non la si può mai cambiare, mentre si può contraffare il
passaporto, modificare naso e zigomi e
persino provocare abrasioni sui polpastrelli delle
dita. Per questo, una recente sentenza del Tribunale di
Filadelfia considera scientificamente insufficiente
la prova basata solo sulle impronte digitali.
L’iride, proprio in
virtù della sua unicità (ha 266 caratteristiche, mentre I’impronta
digitalene ha solo 90), é già stata convertita in un codice
personale: in Inghilterra, dal 1998, con questo sistema é possibile
effettuare un prelievo automatico di contante dagli sportelli della
Nationwide building society. Da allora, gli aeroporti Heathrow, a Londra, e di Schiphol, ad Amsterdam,
stanno usando in via sperimentale lo stesso tipo di tecnologia nei
loro sistemi di controllo passeggeri. In più, in Olanda, dall’ottobre
del 2001, i passeggeri in possesso della
Privium card (in genere si tratta di frequent flyer)
on usano piu il passaporto, ma
superano i cancelli
dopo che un sensore ottico ha confrontato l’immagine della loro
iride con quella registrata nel pass e archiviata in un database.
In Italia, invece, queste tecniche di riconoscimento sono poco
diffuse: forse perché mancano archivi consistenti, la polizia
preferisce ricorrere alle più tradizionali impronte digitali. «E
un peccato che l’esame dell’iride sia poco sfruttato» commenta
Paolo Landi, direttore della Etm, azienda specializzata in sistemi
di lettura biometrica dell’iride «perché si basa su un organo
ricco di informazioni e completamente a prova di
contraffazione». Ma come si "fotografa e scheda" l’iride?
Un sensore, collocato a circa 40 centimetri di distanza dalla
persona esaminata, inizia a fotografare i margini dell'I’occhio
per poi poter selezionare un quadratino che rappresenta l’area da
decodificare. II disegno di questa regione é convertito in un
codice di 512 byte, il cosiddetto Iriscode che, confrontato con quelli archiviati nel database,
identifica la persona nel giro di due secondi. «A differenza di
tecniche come la scansione
della retina» precisa Landi «questo sistema non e invasivo, ...
pagina
successiva
|
|
(in basso a
sinistra )
A prova di PRIVACY
Il rischio dell’identificazione
basata sulla lettura di iride o impronte digitali
é che informazioni personali cadano in mani sbagliate. Questo ha
indotto il Garante della privacy a
chiedere rigorose cautele. In situazioni particolari, per esempio, le
banche possono installare sistemi di rilevazione delle impronte digitali, ma questo non puo dar luogo a
schedature. Le informazioni raccolte devono essere cifrate, cancellate dopo
una settimana e rese accessibili solo per l’autorità giudiziaria o
di polizia. Dal febbraio del 2001 sono entrate in vigore norme che
prevedono il "prior checking": per l’uso di tecnologie
biometriche, il Garante potrà decidere di introdurre garanzie più severe di quelle previste per i dati comuni.
|