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La fotostimolazione iridea
(iridial photostimulation) è una nuovissima metodica che si basa sul presupposto teorico della fotodinamicità dello stroma
irideo. Per effetto fotodinamico si intende la reazione alla luce immediatamente o dopo la cessazione dello stimolo luminoso, attivandosi o modificando la sua azione. Questa capacità di rispondere alla luce da parte dello stroma irideo è stata scoperta dall'autore (Di Spazio, 1999) e apre incredibili scenari di ricerca in campo
iridologico. Innanzitutto l'iride sembra reagire in modo complesso alla stimolazione luminosa soltanto quando quest'ultima venga effettuata su aree ben precise dello stroma sulla base di un modello cronologico e non
somatotopico. Il modello somatotopico è quello che viene universalmente riconosciuto in iridologia e consiste nella teorica proiezione di organi e apparati sulla superficie dell'iride
(iridial surface). Il modello cronologico corrisponde invece ad una griglia radiale, che suddivide l'iride in 60 differenti spicchi di 6° ciascuno. Ogni spicchio corrisponde ad un arco temporale di 12 mesi di vita (un anno solare), che a sua volta corrisponde alla sequenza alternata di 365 cicli di luce-buio. In questo modo si proietta sull'iride una griglia temporale di 60 anni di vita con inizio e termine alle ore 12 (facendo collimare l'iride con il quadrante dell'orologio). La lettura del tempo avviene in senso antiorario per ambedue gli occhi. In questo modo i classici segni iridei (lacune, pigmentazioni, anelli di contrazione,
etc.) indicano momenti critici della vita di una persona, dove la risposta somatopsichica viene intensamente esaltata dall'azione di stressors esterni, che determinano conflitti emozionali in grado di produrre determinate somatizzazioni (sintomi, disturbi e malattie). Il segno irideo deve essere letto secondo questo nuovo modello come unità
cronospaziale, contenente cioè una coordinata temporale (l'età, in cui si manifesta un evento traumatico con conseguente conflitto emozionale) e una coordinata spaziale (la porzione corporea, sede di quella specifica
somatizzazione). Questa unità cronospaziale corrisponde inoltre ad una traccia
mnestica, si ricollega in modo preciso alla memoria (inconscia, neurosensoriale e somatica) di un evento vissuto. L'iride riporta così il ricordo delle nostre esperienze dolorose secondo un linguaggio morfocromatico unico e individuale. La somatotopia (la proiezione di organi e apparati) si evidenzia come la manifestazione finale di un complesso meccanismo psicosomatico, che trae origine da conflitti emozionali irrisolti. Fondamentale in questa lettura è l'attenta anamnesi dei sintomi del paziente e la ricerca di eventi, che possano aver influenzato la condizione clinica del medesimo. E' indispensabile risalire alla possibile causa scatenante
(stressors) e individuarne correttamente la posizione sullo stroma
irideo. La separazione dei genitori al 15° anno di vita può corrispondere ad una lacuna iridea alle 9,10 a destra nella paziente di 25 anni, che lamenta emicrania destra da circa 5 anni. In questo caso la lacuna rappresenta una unità cronospaziale che contiene due precise coordinate. La prima di tipo cronologico specifica l'età (15°) con la posizione alle ore 9,10 nell'iride destra, la seconda di tipo spaziale contiene il processo di somatizzazione (emicrania) e la sua localizzazione corporea (porzione cefalica destra). L'elemento rivoluzionario viene determinato non soltanto dal fatto che quella lacuna alle ore 9,10 indica il 15° anno di vita, un processo patologico e la sua finale manifestazione, ma che si configura come un sofisticato recettore capace di rispondere alla stimolazione luminosa con l'attivazione di riflessi neurosensoriali remoti. In altre parole la fotostimolazione della lacuna può determinare nel soggetto l'attivazione di un riflesso in sede cefalica, avvertito per esempio come un senso di tensione nella stessa area. La comparsa di questo fenomeno indica che lo stroma irideo ha trasdotto un segnale elettromagnetico (la luce) in un segnale nervoso, così come avviene a livello retinico per il processo di visione. Inoltre il segnale nervoso viene decodificato in corrispondenza del sistema nervoso centrale (ippocampo?) e veicolato attraverso il sistema nervoso periferico ad una precisa sede somatica (riflesso
vescicale). L'unità cronospaziale espressa dalla lacuna a ore 9,10 nell'iride destra della paziente si configura da un lato come marker di un evento, dall'altro risponde in modo specifico ad una stimolazione, attivando un meccanismo neurosensoriale altamente sofisticato. Il risultato di queste ricerche presuppone l'adeguamento delle proiezioni di organi e apparati sull'iride come diretta dipendenza dal modello cronologico sopramenzionato. Immodificabile rimane soltanto la suddivisione temporale dell'iride in 60 spicchi, griglia radiale uguale per tutti. La fotostimolazione dell'iride consente per la prima volta in assoluto di interagire con questa complessa struttura, così come accade per
l'auricoloterapia, l'agopuntura e la riflessologia plantare. Lo stroma irideo si configura come impalcatura di una centrale nervosa in grado di attivare una risposta
neurosensoriale, se opportunamente stimolata con la luce in punti precisi. Non dimentichiamo che per più di 120 anni l'iridologia è stata pesantemente condizionata dal limite delle teorie speculative, essendo negata in modo costante la possibilità di creare una diretta interazione fra osservatore e iride. Da oggi possiamo affermare invece che l'iridologia rientra a pieno titolo nel novero delle metodiche
riflessologiche, anche se il suo cammino è ancora lungo. Esponiamo adesso un altro caso di fotostimolazione, che indica in modo chiaro l'attivazione di specifici
neuroriflessi. F.G.,45 anni, soffre da circa un decennio di pollinosi alle
betulacee. I sintomi classici sono congiuntivite, rinopatia con prurito nelle fosse nasali e ancora broncospasmo episodico. Dall'anamnesi personale emerge un grave lutto al 35° anno di vita, la morte della figlia di 2 aa per meningite. All'osservazione iridologica si denota un piccolo gruppo di 3 lacunette aderente al margine esterno della corona alle ore 5,00 circa dell'occhio sinistro. Le fibre stromali formano un diradamento con partenza dalle lacunette e termine in prossimità del margine ciliare. La stimolazione luminosa eseguita focalmente sulle lacunette produce nella paziente un senso di stanchezza, di generale astenia. Spostando il punto luminoso verso il margine ciliare nella doccia creata dal diradamento delle fibre
stromali, viene avvertita dalla paziente una sensazione di prurito nelle fosse nasali, cioè lo stesso sintomo lamentato in periodo primaverile. Un secondo passaggio di luce sulla medesima area produce un nuovo riflesso in sede toracica, descritto come un senso di oppressione nella respirazione. In altre parole la fotostimolazione iridea ha eccitato una memoria neurosensoriale (prurito nelle cavità nasali e dispnea), che si collega in modo diretto a un conflitto emozionale vissuto da F.G. nel periodo compreso fra 34 e 35 anni. Quanto emerso dalle sperimentazioni condotte mediante questa nuovissima tecnica, impone una rilettura critica del bagaglio di conoscenze in ambito iridologico e consente l'apertura verso mondi ancora inesplorati.
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